Aldridge privilegia tonalità artificiali: il giallo fosforescente, il rosa chewing-gum, il verde dei tappeti erbosi artificiali ed il profondo blu - che non corrisponde al blu cielo, nè all'azzurro oltremare degli affreschi, bensì al blu indecifrabile delle divise delle hostess o delle magliette della nazionale di calcio italiana.
Anche i primi film a colori sono stati fonte di grande ispirazione: "Adoro il modo in cui il Technicolor ha saputo scomporre tutto quanto in zone di colore puro, conferendo alle ombre una sfumatura blu brillante".
Lo stile Futuretrò
Aldridge è un fotografo che ama la dialettica degli opposti. Per definire il suo stile, non a caso, è stato inventato il termine "Futuretrò".
Per farsene un'idea, si pensi a colori fluorescenti, superfici sigillate ermeticamente come pelle, plastica, tessuto, per la parte "future". E a pallide casalinghe dal rossetto acceso, che sognano ad occhi aperti mentre impastano dolci dai colori accesi oppure a ragazze vestite anni '40, in visita per la prima volta a Parigi per la parte retrò.


